Cima
Palazzo Sarcinelli Conegliano
26 febbraio 2010 - 2 giugno 2010
Dopo Giovanni Bellini ed il Carpaccio, e prima di Giorgione, il pittore prediletto di Venezia rimase Cima da Conegliano; né ciò deve stupire, nessun maestro del tempo sapendo rendere al pari di lui l’atmosfera argentea che leggera e ampia bagna il paesaggio italiano». Bernard Berenson, autorevole storico dell’arte, descriveva così (nel 1919) Giovanni Battista Cima, detto Cima da Conegliano, pittore rinascimentale apprezzato in tutto il mondo che il prossimo anno tornerà virtualmente nella sua città natale che lo celebrerà con una mostra esclusiva.
Una sfida per Conegliano che si sta preparando ad accogliere quaranta opere del "suo" artista provenienti da tutti i più prestigiosi musei del mondo.
Dall’Hermitage di San Pietroburgo giungerà "L’Annunciazione"; dalla National Gallery di Londra "San Girolamo nel deserto" e altre tre opere; dalla National Gallery di Washington "La sacra conversazione"; dal Museo Puskin di Mosca "Deposizione".
Dal 26 febbraio al 2 giugno 2010, a quasi cinquant’anni dall’ultima esposizione a lui dedicata allestita da Carlo Scarpa nel Palazzo dei Trecento di Treviso, Artematica allestirà a Palazzo Sarcinelli, fresco di restauro, l’esposizione di opere di Giovanni Battista Cima, nato a Conegliano presumibilmente (dall’estimo coneglianese) nel 1459 o 1460 e ivi probabilmente deceduto tra il 1517 ed il 1518. “Cima da Conegliano. Il poeta del paesaggio” è il titolo della mostra, la prima che la città dedica al suo artista, che gode del patrocinio di Comune, Provincia e Regione ed è curata da Giovanni Carlo Federico Villa il quale sarà coadiuvato da un comitato scientifico composto dai maggiori studiosi italiani e stranieri del Cima da Conegliano quali Peter Humfrey, David Alan Brown, Mauro Lucco e Matteo Ceriana.
«Negli anni Novanta del Quattrocento è Cima, accanto a Giovanni Bellini, il grande inventore dei cieli e del paesaggio italiano – racconta Giovanni C. F. Villa, curatore della mostra – Reso con una poesia capace di valicare i secoli ed essere ancora attualissima, in valli e rocche definite dall’intensità di albe e tramonti che saldano uomini e natura in indissolubile unità. Da qui nasceranno Giorgione, Tiziano e la fondamentale stagione del Cinquecento veneto».
La mostra, accanto alla preponderante produzione incentrata sulle rappresentazioni sacre, testimoniata da una scelta ristretta ai principali prototipi della devozionale "Madonna con il Bambino" e da alcune tra le più importanti pale d’altare tra cui spicca la Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Giacomo e Girolamo della Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati di Vicenza, porrà l’accento anche sull’importante produzione mitologica, in alcuni casi orientata alla creazione di cassoni nuziali; mentre una specifica sezione sarà dedicata alla grafica, esponendo la decina di fogli attribuita nel tempo al Cima.
«Artista tecnicamente sopraffino – afferma Villa – quello che caratterizza il suo profilo artistico è il rapporto con il paesaggio».
Tra gli eventi collaterali alla mostra si terrà un grande convegno internazionale sul restauro delle opere del Cima al quale parteciperanno i più grandi patroni della conservazione mondiale.
Per tale evento l’hotel ha preparato un pacchetto : che comprende pernottamento cena "veneta" ed ingresso alla mostra.
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